Non conosciamo mai abbastanza il nostro mondo

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La popolazione europea in confronto alla popolazione mondiale: costruisci con i dati forniti un diagramma lineare

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tabelle per esercizi grafici

La distribuzione della popolazione europea non è omogenea. In questa mappa concettuale sono indicate le aree di maggiore concentrazione della popolazione europea e le aree di minor popolamento.

L’emigrazione è un fenomeno che ha interessato le popolazioni europee nel passato come oggi. La principale novità del presente è che l’Europa da terra di emigrazione è diventata una terra di immigrazione, con un crescente flusso che la interessa dall’ interno e dall’esterno. Dopo aver studiato sul libro di testo questo argomento puoi trovare un esercizio su questo tema  su questo modulo che puoi stampare e completare.

L’Europa è un continente in cui la popolazione si riconosce in una comune cultura. Questa non è facilmente icentificabile nelle lingue parlate. Infatti esistono varie aree linguistiche che formano una babele assai complicata: Le aree linguistiche e le lingue europee sono sintetizzate in questa mappa concettuale.

Gli indicatori demografici e il loro uso nello studio della dinamica della popolazione. La storia del popolamento europeo e le caratteristiche della popolazione europea. Questi gli argomenti di studio che potete trovare in questa sintesi: indicatori demografici e popolamento europeo

La popolazione di Udine, dati del censimento della popolazione. Leggi i dati e rispondi alle domande.

popolazione UDINE

Transizione demografica (da wikipedia)

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Piramide d’età in Italia nel 2012.

Il sito (tuttitalia.it/statistiche) dal quale è riportata contiene anche i dati degli ultimi 10 anni e altre statistiche sulla popolazione italiana.

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La densità di popolazione europea. Con i dati forniti (reperiti su Wikipedia) calcola al densità di ciascuno Stato e costruisci un cartogramma con almeno tre classi di densità:

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Le caratteristiche dello sviluppo economico sono uno degli oggetti di studio della Geografia. Si rilevano nel mondo diversi modelli di sviluppo economico, ma un modello vincente riesce a dominare tutti gli altri. Contemporaneamente il processo di “globalizzazione”  economica e culturale ci coinvolge in modo sempre più evidente. Una classificazione del mondo si trova in questa breve sintesi, redatta per la classe in procinto di affrontare l’argomento (ringrazio la prof. Aloisi che mi ha fornito questa sintesi).

Lo Sviluppo Umano si misura attraverso indicatori economici, sociali e demografici. La classificazione del livello di sviluppo è stata predisposta dell’ONU nel 1990 con l’individuazione dell’ ISU (in inglese HDI).  Su Wikipedia possiamo trovare questa descrizione dell’ISU  . In questa mappa concettuale si visualizza l’ Indice di Sviluppo Umano, il suo calcolo è fatto in base a tre indicatori: il reddito procapite corretto per il potere di acquisto della valuta (in dollari), la speranza di vita alla nascita, e il livello d’istruzione combinato con l’alfabetizzazione degli adulti. Il valore calcolato è un numero che può variare da 0 a 1. I paesi che presentano un valore compreso tra 0,8 e 1 sono indicati come paesi a sviluppo alto, quelli che hanno un indici compreso tra 0,5 e 0,8 sono indicati come paesi a sviluppo umano medio, quelli che hanno un valore inferiore a 0,5 sono indicati come paesi a sviluppo umano basso. L’ISU non è l’unico indice ma si utilizzano altri indici come l’IPU (in inglese HPI)  o anche l’IPU2 (HPI2) che sono indici che misurano le privazioni individuando le aree di povertà. Lo sviluppo umano non è statico e cambia nel tempo. Nel marzo 2013  il paese con lo sviluppo umano più alto è la Norvegia e l’Italia ha il 25 posto, mentre agli ultimi posti troviamo ancora come negli anni passati i paesi dell’Africa sub-sahariana. E’ possibile vedere la classifica del valore di questo indice in questo articolo di Wikipedia.

Gli squilibri tra nord e sud del mondo si ritrovano negli indicatori economici, sociali e demografici. La sperequazione tra la distribuzione del reddito, le risorse e i consumi sono rappresentati in questi significativi cartogrammi della terra. Queste rappresentazioni sono state create usando una variante dell’algoritmo di Gastner e Newman. I dati elaborati provengono dal centro di ricerca sulle Scienze della Terra (Columbia University) e da altri Istituti di ricerca e statistica degli USA e dell’OMS. L’autore delle mappe è Mark Newman, Department of Physics and Center for the Study of Complex Systems, University of Michigan.

Conflitti e aree di crisi

Documentario, spero indipendente, sulla situazione attuale della Siria