Non conosciamo mai abbastanza il nostro mondo

Archivi del mese: marzo 2013

L’albergo diffuso è un po’ casa e un po’ albergo, adatto a chi non ama i soggiorni in hotel; questa é la nuova forma di ospitalità che prende il nome di Albergo Diffuso. Le sue componenti sono dislocate in immobili diversi, che si trovano all’interno dello stesso nucleo urbano. L’aggettivo “diffuso”, denota una struttura orizzontale e non verticale come quella degli alberghi tradizionali, che assomigliano più ad un condominio. L’Albergo Diffuso si rivolge ad una domanda interessata a soggiornare in un contesto urbano di pregio, a vivere a contatto con i residenti, più che con gli altri turisti e a usare i normali servizi alberghieri, come la colazione in camera e il servizio ristorante. Si é rivelato adatto per valorizzare borghi e paesi con centri storici di interesse artistico e architettonico, che in tal modo possono recuperare e valorizzare edifici chiusi e non utilizzati, ed al tempo stesso possono evitare di risolvere i problemi della ricettività turistica con nuove costruzioni.

E ‘ un’idea nata in Friuli con la ricostruzione dopo il terremoto del 1976. Dalla calamità del terremoto è nata l’idea di riusare il patrimonio edilizio storico dei  borghi semiabbandonati che una volta ricostruiti, avrebbero potuto così avere un’opportunità di riuso nuova, conservando le caratteristiche tipiche del borgo rurale in un nuovo contesto.

Comeglians – Albergo diffuso in Carnia

Questo filmato trovato nel sito dell’ADI Associazione italiana per l’albergo diffuso, è stato postato nel marzo 2010. E’ il primo albergo diffuso presente in Emilia Romagna.

 

AIRBNB

AIRBNB è un modo di affittare la propria casa ad “ospiti paganti” presente da alcuni anni in Italia e sta crescendo notevolmente soprattutto nel turismo urbano delle città d’arte, ma anche nelle località di turismo balneare e montano più conosciute. E’ solo una delle tante forme di attività di promozione e gestione della ricezione turistica nate in rete. In particolare AIRBNB è cresciuta in modo vertiginoso e fa concorrenza alle strutture ricettive tradizionali che perdono fasce cospicue di clientela in questo modo. Non voglio fare pubblicità a questo nuovo “tour operator improprio” nato e cresciuto nella rete e che non ha uffici da nessuna parte nel mondo. Una infografica pubblicata dal Sole 24 Ore tenta di spiegare con i numeri la dimensione del fenomeno.

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